Guarda come Comunikò! Il contest di SanremoNews

I social network, come ben sappiamo, tendono a modificare i processi di comunicazione tra le persone. In questo cambiamento però non poteva che rientrarci anche la politica. Lo sanno bene infatti i sindaci che hanno partecipato al contest di SanremoNews, con i dati di Amico, Comunikò.
In cosa consiste questo contest? Serve a incoronare il sindaco “più social” e che maggiormente sia stato capace di creare engagement intorno ai propri post e alla propria pagina. Il monitoraggio, circoscritto a Facebook, comprendeva il periodo dal 22 al 29 febbraio 2016.
I sindaci presi in esame sono Carlo Capaci (sindaco di Imperia), Alberto Biancheri (sindaco di Sanremo), Giorgio Giuffra (sindaco di Riva Ligure), Giacomo Chiappori (sindaco di Diano Marina) e Vincenzo Genduso (sindaco di Taggia).
I valori presi in esame sono la FanBase, che consiste nell’indice di popolarità, il PowerLike, cioè chi piace di più, e chi posta di più e quanto Engagement riesce a generare.
Dall’analisi dei dati ne è emerso che seppur Capacci pubblichi di più, complice anche la sua fornita FanBase di 3214 utenti, a creare maggior coinvolgimento con i propri post è il sindaco di Sanremo, Biancheri, che seguendo il calcolo dello schema share+like+comment, riesce ad ottenere risultati assolutamente positivi sfruttando il potere interattivo dei social. Il link che lo corona ufficialmente come vincitore è quello sulla tanto discussa parola “petaloso”. Ecco la pagina con i risultati finali del primo contest Comunikò: un ringraziamento particolare va ai Sindaci che hanno accettato di partecipare.

Se i social chiamano, la politica risponde. Bisogna solo capire chi lo fa meglio!
Intanto Amico sta sempre…sul dato!

Le cinque sfumature di Like: le Reactions

I sentimenti degli utenti sono sempre stati importanti in casa Facebook. Da qualche giorno però Mark Zuckemberg ha deciso di rendere ancora più veloce la condivisione delle emozioni. Dopo il più volte dibattuto argomento sul “Dislike”, si è deciso di fare un passo in più dando la possibilità di inserire le famose “Reactions”.
Oltre al simpatico e ambito pollicione all’insù, sarà possibile mostrare gioia, rabbia, tristezza, ilarità o sgomento per ogni post che ci raggiunge (le cinque sfumature di Like).

Come ogni fenomeno mediale che si rispetti, la notizia è stata abbracciata da diverse realtà. È infatti possibile riprodurre le faccine in versione Donald Trump o dei Pokémon, per citarne alcuni. Tutto fa social.

Questo però quanto muterà le analisi e il peso dei dati raccolti?

L’esperienza nell’ambiente del social media monitoring insegna che per ogni 7 like si riceve uno share, invece per ogni 17 like si ottiene un commento.
Ma quanto questo nuovo modo di dimostrare approvazione o disappunto cambierà le regole di valutazione del post? Quanto pesa un cuore o una faccina arrabbiata? E come questa nuova arma verrà utilizzata dalle aziende a discapito dei loro competitor?
Da una prima e veloce analisi si può notare che le “Reactions” sono state recepite come commenti veloci. Ad esempio un utente, soprattutto preso dalla scia dell’entusiasmo iniziale, se prima nei commenti scriveva “Ahahah” per simulare una risata, oggi preferisce cliccare sulla faccina che ne caratterizza l’atto.
Gli operatori dei social media dovranno essere bravi a valutare come i propri utenti adoperano i mezzi messi a disposizione dai nuovi media e adattarsi al linguaggio che più è preferito dalla propria community.
Facebook con questa mossa sicuramente mira a incentivare le interazioni tra i propri utenti. Avere più dati a disposizione significa avere più elementi da analizzare al fine di migliorare le performance dei post.
La partita ovviamente è appena iniziata e potremmo definirla come un’evoluzione naturale della social media analysis nella quale, come Darwin insegna, vince chi riesce ad adattarsi meglio alle nuove “faccine sociali”.

Nel frattempo, Amico è già a lavoro!

Questione di immagine

Quando si dice: “…è una questione di “immagine”! Non ci siamo dati a rubriche sul look e sulla moda ma questa settimana vogliamo focalizzare la vostra attenzione sull’importanza delle immagini che vediamo sui social network. Se li frequentate (assiduamente o sporadicamente) vi sarà quasi sicuramente capitato di pubblicare un’immagine. Possiamo dirvi con certezza che avere più consapevolezza delle immagini che si scelgono produce un aumento immediato del coinvolgimento online.

Non è sempre facile determinare quale sia quella giusta da pubblicare: la scelta richiede tempo sia per la sua creazione che per il significato che deve poi trasmettere. Altra scelta strategica da definire è quale visual social network utilizzare: Instagram? Pinterest? Flickr o Tumblr?

Ecco un elenco di varianti che può aiutare a comprendere meglio quale immagine usare.

1. Foto: più popolare come formato di immagine nei social media ed è sempre più facile da generare grazie alla diffusione degli smartphone e delle loro app come Instagram, che semplificano il lavoro di editing anche ai non addetti ai lavori. Questo approccio apparentemente più semplice e veloce può essere un limite per la sua efficacia perc la poca ricerca e studio nella sua creazione. Qual’è la foto con più successo? Quando l’immagine è unica, insolita e/o coinvolgente (cioè quando fa storytelling) .

2. Collages: consentono di raccogliere più immagini per raccontare una storia. Si possono raccontare una cronologia degli eventi e mostrare prospettive contrastanti nonchè evidenziare interessanti dettagli su un prodotto.

3. Testo su uno sfondo semplice: le parole sono meno accattivanti di una foto e la combo testo-immagine deve essere realizzata con cura se si vuole distinguersi. In genere è bene utilizzarlo con citazioni, titoli interessanti ed estratti (da un articolo, blog o libro).

4. Testo con una foto: si combina genericamente un testo alla fotografia, funziona spesso perché facilita il visual storytelling.

5. Le icone e le illustrazioni: grandi strumenti per attrarre gente sul vostro sito ed è bene utilizzarle spesso come alternativa alle foto perché sono una forma di comunicazione visiva.

6. Screenshot: è senza alcun dubbio la variazione più facile, sono di rapida creazione (pochi secondi!) e sono davvero utili quando si richiama l’attenzione su una sezione di testo o immagine.

Come sappiamo la comunicazione di un brand, in modo particolare, sui social network è dovuta in gran parte alle immagini e video. Per ogni sito internet, newsletter, per ogni social network, la componente visuale è diventata un’alleata fondamentale. Le persone sono “visive”: colori, immagini, movimento, tutte queste particolarità, se calibrate nel modo giusto, generano l’immagine perfetta, attirando i vostri utenti verso i vostri contenuti. La maggior parte di queste immagini possono essere create in pochi minuti utilizzando diversi tool: c’è un sacco di spazio per la creatività e le idee!

In conclusione, al di là dei numeri, la principale lezione che proviene da questi suggerimenti è che le immagini postate sono un’arma a doppio taglio. Gli utenti sono più coinvolti a fronte della pubblicazione di un’immagine specie se suscita critiche e commenti generando polemica e satira: Melegatti insegna.

http://amico.social/melegatti-e-la-gaffe-omofoba/

E voi che ci dite? Quale usate più spesso? Qual è il vostro tipo preferito di immagine?